Apri un sito. E poi?

Hai appena aperto il tuo nuovo sito web. E ora?

In Italia, ad oggi, ci sono circa 3.100.000 siti online. Nel Mondo ci sono oltre un miliardo di siti. Un miliardo. Avete letto bene.

Non è esattamente la cosa più semplice del mondo essere trovati tra una miriade di offerte, di cui tantissime che sicuramente riguardano il tuo campo. E’ un po’ come andare a Modena Park in mezzo a 225.000 persone e pensare, o sperare che Vasco lanci i suoi occhiali a te. Difficile. Soprattutto se sei a 200 metri dal palco.

Ecco, quindi la prima cosa da fare è “avvicinarci al palco”, ovvero raggiungere il proprio obiettivo (in questo caso l’utente e non un cantante o un gruppo che dir si voglia) nel miglior modo possibile.

Se vogliamo rimanere nell’ambito degli esempi, non si può pensare o sperare che tutti quelli davanti a noi ci lascino passare tanto facilmente, soprattutto coloro che sono li da anni, e in questo caso parliamo di siti. Si perché chi ha già cominciato la propria “battaglia commerciale” diversi anni fa, parte sicuramente avvantaggiato nei nostri confronti. Perchè ha avuto il tempo di posizionarsi sui motori di ricerca, di raggiungere un certo numero di persone che si sono, spesso, fidelizzate, perché molto probabilmente contiene un numero di contenuti creati in anni di lavoro difficili da raggiungere nel breve periodo.

E allora, che fare, non è più tempo di avere un sito? Tutt’altro. Non c’è più tempo da perdere.

E’ ora di creare il sito della propria attività, perché ad oggi la quasi totalità della popolazione, prima di fare una qualsiasi scelta, dallo scegliere il ristorante per festeggiare il compleanno o l’hotel in cui soggiornare, al dentista a cui affidarsi, si informa. E si informa sul web. E legge in media 9 tra recensioni e pagine prime di scegliere questo o quello.

Ma come fare a farsi trovare se apriamo oggi il nostro sito?

Partiamo dal presupposto che il sito sia stato costruito in ottica SEO, e qui intervengono tantissime variabili tecniche, dalla velocità del caricamento, da giuste “tag title” che non abbiano più di 70 caratteri, dalle giuste meta tag description, dai tag heading, dall’alt text nelle immagini, dalla registrazione sui motori di ricerca, da una sitemap corrette, e perché no anche dal dominio “giusto” ecc..

Dato per scontato questo, la vera differenza la fa il contenuto. Content is King. Frase un po’ abusata ma efficace. Dobbiamo scrivere contenuti, proporre contenuti, dare risposte alle domande che l’utente ci pone. Quindi possiamo dire che Reader is King. Dobbiamo scrivere PER IL LETTORE e non per noi stessi. E questo è uno dei segreti. Non l’unico. Uno.

Poi dobbiamo fare arrivare questi contenuti utilizzando una metodologia.

  1. Crea un piano editoriale;
  2. Scrivi un testo che piaccia ai motori di ricerca;
  3. Crea un testo accattivante anche o soprattutto per una lettura da mobile;
  4. Riposta tutto sui social network;
  5. Pubblica nelle ore più giuste;
  6. Crea una community che ti segua;
  7. Permetti di commentare, rispondi, mantieni un contatto con i tuoi potenziali clienti;
  8. Prova fino a trovare la strada più corretta o che maggiormente interessa al tuo pubblico;
  9. Utilizza la strada che ti porta più risultati, misurando ciò con tutte le applicazioni che ad oggi ti permettono di controllare ogni movimento.

 

A tutto questo va aggiunta una cosa molto, ma molto importante. La link building. Ovvero: crea link che portino a te.

“La link building è una tecnica SEO volta a incrementare il numero di link in ingresso verso un sito web. Lo scopo di questa pratica, in sostanza, è quello di incrementare la popolarità del sito in questione, a volte per conferire maggiore autorevolezza alla fonte, altre per motivi prettamente commerciali.”

Fonte: Wikipedia

Ovviamente NON tutti i link in ingresso aiutano a migliorarci, perché di bassa qualità (quindi non aiutandoci nel posizionamento) si perché non ci portano visualizzazioni e quindi potenziali utenti interessati a noi, che siano lettori, acquirenti ecc.

Avere un buon numero di “relazioni” che ci permettano ciò, è molto importante. L’alternativa esiste. Acquistare spazi, i cosiddetti “guest post” all’interno di siti, blog, portali, creando un articolo accattivante che parli di noi, non in termini pubblicitari ma di interesse verso ciò che siamo e facciamo, e che punti a noi.

Ah, l’alternativa veloce esiste. Si chiama “pagare”. Creare pubblicità sui Social che portino visualizzazioni e sui motori di ricerca (Google Adwords, Bing Ads). Ma attenzione, ciò è molto, molto dispendioso, e quando smetteremo di investire, il nostro sito ritornerà nella posizione di partenza.

Quindi, nel medio periodo è sempre meglio utilizzare un “inbound marketing“, cioè  una modalità di marketing centrata sull’essere trovati da potenziali clienti, che già cercano la nostra attività, il nostro servizio, la nostra offerta, piuttosto che spendere soldi per cercare potenziali clienti interessati a ciò che proponiamo.

A meno che non siamo un ristorante che deve promuovere una serata. Allora li si che bisogna puntare su una pubblicità veloce e sicura, come i social.

Ma è un’altra storia.

Se vuoi saperne di più CONTATTACI. Scopri cosa possiamo fare per te visitando il nostro SITO.

 

 

 

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