Social: quanto servono davvero?

A quanto servono i social? A più di quanto si pensi.
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Ogni giorno incontro clienti diversi, ognuno ha un proprio lavoro, più o meno consolidato nel tempo, e una propria idea riguardo al proprio lavoro.
C’è chi fa tantissime ore, ed è sempre disponibile, c’è chi preferisce un profilo magari più elitario, ma se lo può permettere solo perché prima si è davvero fatto la gavetta (anzi, diciamocelo, si è fatto il culo). Quasi tutti si lamentano per le tasse, buona parte per i pagamenti in ritardo.

Ma tutti, proprio tutti, mi dicono la stessa cosa: “si ma nel mio lavoro, i social network non servono”.

Cazzate.

Beh, forse non proprio tutti, avendo come clienti locali serali e diurni che vivono a loro volta di clienti che si nutrono di social network e sanno quanto conti per loro questo mezzo ormai globale , ma tutti quelli che sono esclusi da questa categoria, guardano in modo sospetto questo tipo di comunicazione.Vi do solo un dato, per far capire che la parola che ho usato poche riga fa, risulta appropriata.

1 utente su 2 sul web, è su Facebook.

Ancora: ogni giorno oltre 1 miliardo di persone sono attive sul social di Zuckerberg. 40 sono i minuti al giorno di media online. 2000 i contenuti che può vedere. 200 quelli che di solito sceglie. 28 milioni gli Italiani con un profilo. 21 quelli online ogni giorno.
E gli altri? Sempre per rimanere in Italia, mercato già abbastanza vasto, Instagram, anche lui di casa Zuckerberg fa 9 milioni di utenti attivi al mese, Twitter 6,4 milioni, Youtube 27 milioni. Continuo? Beh, ora anche i più scettici si dovrebbero un pochino ricredere.

La grande differenza tra sito internet e social network la riassumerei in breve, così:
Il sito è il tuo “negozio”
, dove puoi essere trovato. Tu sei li, hai un tuo dominio, www.ilnegozioperfetto.it (che, ovviamente non esiste, ma lo so che ci avete cliccato sopra), e aspetti che il cliente faccia un giro nel tuo locale e magari compri qualcosa.
Il social network è il tuo rappresentante. Si, proprio così. Quell’omino che munito di valigetta entrava nei negozi e cercava di vendere al gestore il più possibile, qualunque fosse il suo settore. Quella forma di commercio che oramai non esiste quasi più e tutto viene svolto business to business dalla GDO (Grande Distribuzione Organizzata).

Con l’utilizzo dei social network quindi puoi raggiungere tantissime persone, che non è detto che già siano “entrate nel tuo negozio”. Inoltre la pubblicità sui social costa circa da 1/5 a 1/10 di quella tramite Google Adwords (inutile dire “sui motori di ricerca”, il motore ormai è uno solo).

Allora, immaginati la tua azienda, il tuo negozio. Manderesti in giro un rappresentante sgangherato, che racconta cosa dette da altri, che si esprime a fatica, e che lavora poco e malvolentieri? Non credo. Ecco perché allo stesso modo non devi mandare in giro la tua comunicazione, i tuoi messaggi, in questo modo.
Altro errore assolutamente da non commettere è quello di utilizzare la pagina aziendale, indipendentemente da quanto sia grande l’azienda in questione, per postare foto tue a cena con gli amici piuttosto che quelle dei figli in spiaggia. Momenti di lavoro invece sono interessanti e raccolgono molto spesso commenti e condivisioni, in quanto l’empatia tra le persone che lavorano in una azienda  è sicuramente maggiore rispetto a quella che si prova per l’azienda stessa.

Una cosa molto importante è capire quale sia il social network adatto alla tua azienda.

Se, per esempio, ci si rivolge ad un pubblico giovane, sicuramente un social quale Snapchat può essere interessante ai fini pubblicitari. Oltre l’80% degli utenti infatti ha meno di 35 anni.
Se la nostra comunicazione si indirizza su una comunicazione prettamente visiva (esempio molto semplice: pasticcere o fiorista, negozio di abbigliamento o galleria d’arte), Instagram è il social che fa per noi. Contrariamente, se produciamo batterie per auto o tondini di ferro, dovremo cercare di fare arrivare il messaggio tramite canali diversi.
Twitter è un ottimo e veloce canale comunicativo, ma funziona soprattutto se già abbiamo un seguito, o comunque siamo una azienda con un brand riconosciuto e che possa essere seguita da una moltitudine di persone che vogliono sempre rimanere al corrente riguardo le novità.
Instagram e Twitter inoltre ci permettono velocemente di categorizzare il nostro tweet o la nostra immagine con hashtag (#) che raccolgono per categoria, appunto, ogni #hashtag creato e ci permettono anche per via traversale di essere rintracciati.

Insomma, al giorno d’oggi, che ci piaccia o no, i social sono al centro dell’attenzione mediatica di tutto il mondo. All’interno di questo mondo ci sono i nostri clienti. Qualunque lavoro noi svolgiamo. Qualunque.

Un italiano su 2 utilizza ogni giorno i social. Se non sei tu, è il tuo competitor.

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