Quell’e-commerce che non vendeva – Caso Studio

Quell’e-commerce che non vendeva – Caso Studio

Oggi vorrei parlarvi di come, molte volte, si spendono soldi male e per tempo infinito, quando con una analisi seria si può capire quali sono le motivazioni che fanno si che un e-commerce non venda.

Circa due anni fa, ci contattò la proprietaria di un e-commerce, che non vendeva quanto doveva.

La sua idea era quella di modificare le campagne ADS in essere, per avere maggior traffico.

Da una veloce analisi però, ci siamo subito accorti che il numero delle visualizzazioni del sito era piuttosto alto, ma non convertiva. Il sito era infatti attestato tra le 1.000 e le 2.000 visualizzazioni al giorno.

Ma gli acquisti erano attestati tra 1 e 3 ogni giorno.

Attenzione: gli acquisti medi di questo e-commerce si attestano attorno ai 60 euro.

C’era quindi bisogno di portare ulteriore traffico al sito, se lo stesso non risultava appetibile agli utenti?

Inoltre, spendere ulteriori soldi in campagne, avrebbe avuto un ROI positivo? Secondo una nostra analisi, no.

Il sito, semplicemente, convertiva poco perché da mobile era poco fruibile. Quindi, anche raddoppiando il numero di utenti sul sito, avremmo avuto un probabile incremento di visite, un sicuro incremento di costi, ma un difficile incremento del numero degli acquisti.

L’e-commerce in questione montava un Prestashop già “vissuto”, con qualche anno alle spalle. Abbiamo quindi proceduto al rifacimento del sito su un nostro server, mantenendo l’e-commerce attivo, e solo alla fine puntando il dominio presso la nuova realizzazione, così da non perdere nemmeno un giorno di vendite.

Inoltre, il blog, che portava comunque traffico, era… su un dominio diverso!

Le visualizzazioni erano quindi veicolate su una piattaforma diversa, facendo disperdere buona parte del traffico. La seconda cosa da fare, quindi, era riportare lo stesso all’interno del dominio.

A questo punto il sito convertiva in maniera decisamente migliore, il numero dei carrelli abbandonati era calato dell’80% e gli acquisti in crescita.

A questo punto, alcuni funnel per portare maggiori iscrizioni alla newsletter, che molti si dimenticano ma sono importantissime, qualche campagna social, e con un investimento diversificato, il risultato, nel medio periodo, è stato decisamente interessante.

Attenzione n. 2: se si vogliono fare le cose fatte bene i “du spicci” non servono. Perché per fare le cose in maniera corretta ci vogliono investimenti, magari non eccessivi, ma ci vogliono.

Per lavorare su Social Network, blog, newsletter, funnel, ecc… La comunicazione ha un costo, si sa, ma, se fatta in maniera adeguata, porta grandi frutti.

Basti pensare che lo stesso e-commerce, aggiornato nel 2018, ha fatto un +60% nell’anno successivo e addirittura, anche a causa, o grazie, al periodo di chiusura, un +300% su base semestrale 2019 – 2020.

Ricapitolando, brevemente. Non sempre “portare traffico” è la soluzione adatta.Spesso, anzi, è inutile.

Soprattutto negli e-commerce, bisogna capire “perchè gli utenti non acquistano”, valutando attentamente pro e contro e risolvere questi ultimi.

Sempre che, l’e-commerce, venda materiale appetibile. Altrimenti, più che una Web Agency è meglio chiamare un mago.

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