Covid-19: seconda ondata? Il web come unica via per contrastare lo stop del mercato

Covid-19: seconda ondata? Il web come unica via per contrastare lo stop del mercato

Un cambiamento drastico e repentino come quello causato dal Covid-19 ci ha insegnato – nonostante ne avremmo fatto sicuramente a meno! – come adattarci a una situazione di stop improvviso, cercando possibili soluzioni per non fermarci anche quando il mondo intorno a noi si era bloccato. 

Chiunque già lavorasse sul web sapeva quanto e come internet riuscisse a incidere sul mercato, ampliando le strade del commercio e aiutando in modo determinante i più svariati ambiti, dai negozi più piccoli alle aziende più grandi. 

Rimanendo chiusi in casa per circa 2 mesi, durante il lockdown l’unico modo – per i più – di continuare il proprio lavoro è stato il gettonatissimo (e tanto discusso) “smartworking” che, a sorpresa di molti, è riuscito a rivelarsi più utile e comodo del previsto. 

Ora, con il ritorno dalle vacanze che ha visto spostamenti, viaggi e trasferimenti di regione in regione (e, soprattutto, di paese in paese) i contagi stanno risalendo visibilmente, tanto da far parlare di una temuta ‘seconda ondata’.

Ma quale sarebbe la soluzione più plausibile per un secondo lockdown?

 Con grosse probabilità, infatti, lo smart working tornerebbe a rivestire un’importanza fondamentale per non bloccare nuovamente il mercato: sarebbe, anche a questo giro, l’unica strada possibile per andare avanti, come già il periodo di questa primavera ci ha testimoniato. 

In situazioni estreme – ma con cui purtroppo abbiamo dovuto per forza fare i conti -, il lavoro in presenza ha dovuto riadattarsi trovando un’altra veste per non pregiudicare il lavoro di anni: aziende, negozi, ristoranti hanno trovato la loro ancora di salvezza grazie al web e ai social. 

Dentro le mura della propria casa, anche in quarantena è stato dunque possibile fare acquisti: libri per chi preparava gli esami, vestiti ed oggetti di qualunque tipo sono stati recapitati a casa di chi li acquistava, grazie all’esclusivo e fondamentale canale di internet. 

Svariati, infatti, i siti che hanno proceduto verso uno shopping online (già ampiamente usato da moltissimi, ma che in un periodo emergenziale è diventato l’unico mezzo disponibile): sullo stesso format, poi, si sono uniti anche diversi ristoranti e aziende che ancora non si erano inserite nel mondo del ‘social’.

I primi, ad esempio, hanno potuto cercare – nonostante il periodo di netta crisi – una sorta di riscatto: le consegne a domicilio sono state all’ordine del giorno, ma per trovare clienti hanno dovuto intensificare il lavoro sui social: pubblicità, annunci e offerte potevano essere elencate – comodamente – sulla propria pagina, da instagram a face book, dove appunto il lavoro sul web rivestiva un’importanza primaria per continuare la propria attività. 

È stato poi anche il caso della stragrande maggioranza delle aziende, che dovendo obbligatoriamente lasciare a casa il personale si è riadattato con programmi telematici, riunioni su skype e via dicendo: l’unica strada, quindi, per non bloccarsi e riuscire a salvare il proprio lavoro.

I negozi, poi, hanno sfruttato i siti internet più di quanto non facessero prima e per farlo nella maniera corretta hanno dovuto curare nel minimo dettaglio non solo l’offerta, ma anche il modo in cui la volevano proporre al cliente: si sono così affidate alle diverse tipologie di e-commerce, o hanno usato le bacheche dei propri social allestendole come ‘nuove vetrine’.

Sulla base di ciò che abbiamo visto e vissuto, quindi, abbiamo compreso come il web sia la forma più usata, comoda e indispensabile per riuscire a rispondere a questo tipo di eventi. Tenendo poi conto di come in un periodo emergenziale dove non si hanno date di scadenza, ma si procederà – chissà per quanto? – con il terrore di una seconda ondata o di un lockdown incombente, la sfera di internet deve essere tenuta in considerazione ancor più di ciò che è stato fatto negli ultimi anni.

Cerchiamo di vivere con responsabilità affinché ciò non accada, manteniamo la distanza fisica, che, quella “sociale“, come viene detto da ogni dove, sarebbe meglio mantenerla.

Manteniamo e coltiviamo i rapporti in essere, ma utilizzando la mascherina dove e quando serve.

Poi, quel che sarà lo scopriremo solo nel (breve) futuro. Di sicuro abbiamo la consapevolezza che, grazie alle nuove tecnologie, il mondo non fermerà mai completamente.

Se necessiti di un sito internet, se quello che hai deve essere aggiornato, se vuoi fare seguire i tuoi social in maniera puntuale, contattaci.

Siamo in Via Termanini 24 a Bazzano – Bologna.

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