Il mondo sta cambiando. Siete pronti a farne parte?

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Siamo nel bel mezzo della quarta rivoluzione industriale, che porterà a un cambio epocale nel mondo del lavoro, con l’utilizzo di macchine intelligenti, interconnesse tra di loro, con la connessione di sistemi fisici e digitali, risposte immediate.

Ma andiamo con ordine: quali sono state le precedenti 3 rivoluzioni?
– fine del 18° secolo, introduzione di macchine azionate da energia meccanica;
– inizio del 20° secolo, introduzione dell’elettricità, della catena di montaggio, della produzione di massa, di elementi chimici e del petrolio;
– anni ’70, utilizzo dell’elettronica, di robot industriali e computer.

Il Ministero dello Sviluppo Economico ha creato questo specchietto per capire a quali modifiche andremo incontro:

 

In concreto però, cosa cambierà nella vita di ogni persona, e soprattutto, di ogni lavoratore? Principalmente, accadrà che l’automazione sostituirà l’uomo in tantissimi campi lavorativi.

E tutto ciò comporterà lo stravolgimento di tantissime vite e tutto ciò in tempi relativamente brevi. La gente non perderà il lavoro, lo cambierà.

Da una indagine del MIT, non gli ultimi arrivati insomma, oltre il 47% dei lavori in Europa e negli Stati Uniti sono a rischio di automazione in meno di 20 anni.

Si creeranno nuovi posti di lavoro, finora mai esistiti. Chi produceva scarpe, per esempio, controllerà la catena di produzione, la manutenzione ecc.

Ma tutto ciò occorre di una adeguata formazione, di una buona capacità di apprendimento, di adattamento, e soprattutto di aggiornamento costante. La preparazione, vincerà.

Lavori quali il social media manager, per fare un esempio, fino ad alcuni anni fa non aveva ragione di esistere. La comunicazione, visiva a verbale ma anche scritta, sta avendo un impennata incredibile. L’apparire, anche e soprattutto per chi deve “vendere” un prodotto, è importantissimo, quindi lavori quali fotografi, videomaker ecc, sono in fortissima ascesa. O il copywriter, ovvero il creatore di contenuti ad hoc.

Ma anche tutti quei lavori legati alle nuove tecnologie, anche basilari (basti pensare alla vendita di smartphone o altri devices simili), oppure alle installazioni di reti, oramai presenti in ogni casa, allo stoccaggio e alla consegna degli acquisti fatti sempre più spesso online, al riciclo di materiali prima inutilizzati ecc.

Non è più questione di “crisi”, probabilmente l’arrotino negli anni ’50 ha pensato che si trattasse di “crisi”, ma poi è arrivata l’IKEA (per fare un esempio), che ci vende un coltello ad un prezzo minore del vecchio coltello arrotato. E’ consumismo, senza dubbio, può non piacere. Ma è così.

Dove le macchine non sostituiranno l’uomo? Nei rapporti interpersonali, in cucina, al bar, nei villaggi turistici, nel “divertimentificio” mondiale. Insomma, il lavoro c’è e ci sarà, ma cambierà.

Sta a noi deciderne se farne parte o lamentarci che il mondo sta cambiando.

 

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