Rinnovarsi.. ma integrarsi: quando essere legati al territorio è d’obbligo

Rinnovarsi.. ma integrarsi: quando essere legati al territorio è d’obbligo

Oggi vi parlo di un argomento che forse esula un po’ dal discorso comunicazione. Rinnovarsi ma integrandosi al contesto territoriale.

In breve. Rinnovarsi, lavorativamente parlando, sia strutturalmente a livello aziendale che a livello “fisico strutturale”, ovvero rivedendo proprio “le 4 mura” e gli arredamenti, è essenziale. Farlo decontestualizzandosi, no.

Se parliamo di locali ricettivi, quali ristoranti, bar, pub ecc.. mantenere un legame col territorio è importante. E non si parla del “Ristorante Cinese a Bologna”, che chiaramente è un locale che pone le basi sul proporre un tipo diverso di cucina, ma di quei locali che per “rinnovarsi troppo” si pongono in maniera completamente fuori contesto.

Mi è capitato di trovare locali molto eleganti, forse troppo, in una zona dove il cliente medio veste camicie da boscaiolo. Certo, bisogna differenziarsi, e proporre qualcosa di diverso. Ma di raggiungibile.

Vero, se dietro c’è qualche “nome forte”, per esempio un cuoco con grande forza mediatica, che magari calca quotidianamente palcoscenici televisivi, allora non sarà un problema trovare clienti che fanno decine o centinaia di km per apprezzare un piatto cucinato da lui (o da lei).

Se invece si deve creare un nome al locale, se la qualità è alta ma si è decontestualizzati, allora sarà molto ma molto più difficile riuscire ad arrivare. Non impossibile, chiaro, ma difficile.

Se l’obiettivo non è la gloria ma quello di “portarsi a casa la pagnotta”, sarà importante collegarsi all’ambito in cui siamo inseriti. Magari proponendo un’offera differenziata, di alta qualità, ma adeguata al contesto.

Cosi come al mare, sulla spiaggia, un locale che propone polenta e osei probabilmente non verrà facilmente scelta dall’utente, cosi nel piccolo paese difficilmente il locale “patinato” vedrà molto clienti, sopratutto locali, che verranno deviati verso altri posti, non sentendosi adeguati.

La ricerca del bello, la capacità di rinnovarsi, di proporre cose nuove, locali adeguati, non deve quindi essere sopraffatta dalla voglia di “strafare” e di uscire dai margini di adeguatezza territoriale, per evitare “brutte sorprese”, anche e soprattutto economiche.

Nella realtà, come nei social: comportarsi in maniera simile

Questa divagazione piuttosto lunga, è per far capire che in ogni ambito che riguarda la comunicazione, visiva, scritta o parlata, bisogna mantenere un contesto adeguato a chi ci dobbiamo rivolgere.

Sui social aziendali, per esempio, bisognerà mantenere una linea unica che parte dalla tipologia di lavoro, di cosa si comunica con esso e di come si comunica in esso. Un ristorante al cui interno si tratta il cliente in maniera amichevole, dovrà comunicare in maniera simile, mentre, ad esempio, l’azienda che si pone in maniera seria, dovrà appunto comunicare nella stessa misura e maniera sui social e sul proprio sito.

Questo perché appunto la comunicazione aziendale deve uniformare il messaggio, essere un prolungamento della stessa attività, non una divagazione sul tema. Mantenendo però una identità forte.

Cosi come aggiornarsi e non uniformarsi è importante senza però decontestualizzarsi troppo, cosi è importante una linea guida che parte dall’attività, dall’azienda, fino ad arrivare a chi davvero è il destinatario della nostra comunicazione: il cliente.