Ricerca vocale: l’evoluzione della ricerca

“Il denaro non dorme mai…”, si diceva in un famoso film.
E cosi anche la tecnologia, che non è mai in pausa, soprattutto nei mercati legati al mondo della telefonia e dei device in genere.

Se si pensa che i primi cellulari sono apparsi poco più di 20 anni fa nelle “mani” degli italiani, che in pochi anni siamo passati dalla telefonia fissa al cellulare per fare le chiamate o mandare sms e che siamo giunti oggi ad utilizzare gli smartphone come veri e propri assistenti personali, ci si rende conto di come la tecnologia si sia evoluto ad una velocità smisurata.

E così come gli strumenti anche il modo di approcciarsi ad essi ha avuto una veloce evoluzione, vediamo ad esempio come stia prendendo sempre più piede la ricerca vocale sui motori di ricerca.

Oggi, questo tipo di tecnologia è utilizzata principalmente da quattro protagonisti che stanno a dir poco spopolando fra gli utenti:

• Amazon, con Amazon Echos e la sua Alexa, che utilizza Bing come motore di ricerca;

• Apple, con Siri, che ora utilizza Google, dopo aver a lungo usato Bing come motore di ricerca;

• Google, con Google Voice Search, che ovviamente si affida al suo algoritmo proprietario;

• Windows, con Microsoft Cortana, che utilizza Bing – di proprietà della Microsoft – come motore di ricerca.

Un po’ di numeri?

Secondo quanto rivelato dai dati, negli Stati Uniti, il 23% degli adulti che fa ricerche da smartphone le fa da mobile vocali su Google e lo fa soprattutto quando è impegnato in altre attività, come cucinare.
Circa che il 60% degli americani si è servito almeno una volta, negli ultimi dodici mesi, della ricerca vocale.

I dati sono perennemente in crescita e per questo motivo si stanno sviluppando tecnologie in grado di interpretare al meglio le nostre domande per poter fornire risposte sempre più veloci e pertinenti.

In Italia la situazione non è cosi diversa, d’altronde col “cellulare in mano” siamo sempre stati fortissimi.
Un’indagine del 2016, ha evidenziato che il il 46% dei possessori di smartphone ha utilizzato la ricerca vocale almeno una volta per vari scopi.

Ad utilizzare spesso tale funzione è circa il 16% degli utenti.

La ricerca vocale sul mobile risulta, infatti, più facile da utilizzare e più intuitiva rispetto ai tradizionali metodi di ricerca poiché la voce è più veloce e permette di non interrompere altre attività e di compiere contemporaneamente più azioni.

E’ chiaro che la maggior parte delle ricerche si svolgono da smartphone perché ogni momento è buono per poterlo utilizzare, a differenza del computer, infatti, è sempre a portata di mano.

Cosa cambia per il web?
Questo cambiamento nell’interazione con gli smartphone comporta anche una diversa strategia operativa da parte delle aziende a livello di marketing e di comunicazione, poiché costrette ad adeguarsi a questa rivoluzione tecnologica, ottimizzando gli strumenti a disposizione.

Massima attenzione va poi ai contenuti, fattore decisivo per vincere sulla concorrenza, non si tratta solo di “mobile-friendly”.

Da sempre, scrivere per il web significa scrivere in ottica SEO, ma la ricerca vocale ci dimostra che i contenuti vanno scritti per le persone, non solo per i vari algoritmi di Google.

Insomma, sapere dare le risposte giuste aiuterà il nostro sito, il nostro blog, il nostro e-commerce, ad essere meglio posizionato e più facilmente trovato in quella che sta diventando un vero e proprio settore parallelo di ricerca, in incredibile crescita.

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