Mobile, First.

Tutti abbiamo uno smartphone. Bisogna sempre tenerlo a mente.
mobilefirst

Nel 2106 quanti di voi accedono al web tramite dispositivo mobile (smartphone e tablet)?

Approssimativamente, quasi tutti quelli che stanno leggendo questo blog. Si perché la stragrande maggioranza degli utenti della F blu arrivano da app, o comunque dal browser ma dispositivo mobile.

Gli italiani trascorrono 6.7 ore al giorno su internet (tra mobile e desktop), e 2.5 ore sono dedicate all’utilizzo di canali social: contro una media mondiale di 2.4 ore.

Dai social arrivano gran parte delle news, ben più che dalla tv, e si tratta di un cambiamento epocale. Apriamo una parentesi: bisogna saper valutare le notizie e soprattutto le fonti, evitando la condivisione impulsiva e rendendosi quasi imbarazzanti agli occhi di chi, magari, di determinati argomenti, tratta ogni giorno.

Ma torniamo sui dati di accesso da mobile. Due terzi delle connessioni ormai non arriva più da desktop ma da mobile.
In Italia circa 37 milioni di persone naviga, di questi 28 milioni lo fa da mobile, il che significa principalmente due cose:
– che il nostro sito o il nostro contenuto dovrà essere “responsive”, ovvero adattarsi alla visualizzazione a seconda del terminale su cui verrà visto;
– che un sito solo “bello” ma non fruibile da mobile ci farà perdere, almeno, 2/3 degli accessi.

Quante volte ci chiedono realizzazioni che sono assolutamente poco fruibili da mobile ma magari “più belle”. Per essere spicci: nel mondo del lavoro è assolutamente importante essere belli, ma è ben più importante che questo non vada a discapito della maggioranza dei possibili clienti.

Questa “mobile geddon” fa si che si a anche cambiato drasticamente il modo di comunicare.
Pensate a Facebook, che tutti conoscete.
Ogni utente dedica pochi istanti ad ogni post che incontra, essere immediati è necessario, anzi, obbligatorio.
L’immagine giusta, la frase giusta, l’idea giusta. Breve ma intenso, oppure, come si usa dire, “less is more”, anche per riassumere al meglio una infinità di cose.
Quei vecchi volantini pieni di numeri, cifre, indirizzi ecc, non hanno più senso in una società che dedica 4-7 secondi a post.
Questa “onda” ha oramai determinato tutto il mondo attorno a voi.
Pensate a quanto sta diventando minimal tutto, dalla moda agli arredamenti. Pensate ai loghi da poco rinnovati di Google, di eBay, solo per fare due esempi.

Responsive
Diversa visualizzazione di un sito “responsive” nella visualizzazioni desktop, tablet e mobile

Riprendendo la citazione “mobilegeddon“, vado anche sul concreto: il 21 aprile del 2015, 18 mesi fa, Diversa visualizzazione di un sito “responsive” nella visualizzazioni desktop, tablet e mobileGoogle, principale se non unico motore di ricerca nel mondo occidentale, ha “deciso” che chi non ha un sito fruibile da mobile subisca “un impatto significativo sui risultati di una ricerca“.

Cosa significa in concreto? Che se prima eravate in prima posizione tra le ricerche, ora, se non vi siete aggiornati, siete si i primi, ma di quelli non aggiornati, e magari vi ritrovate in 11esima pagina.

Quante persone arrivano all’11esima pagina? Nessuno. Semplicemente nessuno.

Siete ancora sicuri di essere al top per il mobile, e quindi, per i clienti.

Vuoi avere un sito pronto per il mobile? Contattaci, e scopri il nostro servizio di realizzazione siti web.
Copyright Sphaera

Post Correlati