FaceApp: un App non proprio sicura.

Boom. Un’altra app ha fatto il botto.

Questa volta è il turno di FaceApp

Avete aperto la bacheca di Facebook e Instagram e vi siete ritrovati invasi di “anziani”?  No, non avete dormito 40 anni, è la nuova App FaceApp, ed è disponibile sia per Android Che iOS.

Sembrano tutti impazziti per questa App, che nuova non è.

Puoi invecchiarti, cambiare il colore dei capelli, ringiovanire ecc.. Un’App come un’altra, diciamolo. Poi non è una novità, perché FaceApp è stata rilasciata nel 2017 da Wireless Lab, società Russa.

Molto semplice: scarichi l’applicazione, ti fai un selfie, oppure carichi una foto, viene riconosciuto il volto, e automaticamente viene invecchiato o ringiovanito a seconda di quel che vuoi realizzare di te stesso o di altri amici.

Fino a qui, appunto, tutto normale, ma c’è qualche dubbio, principalmente sulla sicurezza.

le vostre immagini nelle mani di tutti

Attenzione, la maschera non viene applicata in locale (cioè direttamente dal telefono). Infatti, le foto vengono inviate ai server della società che gestisce l’applicazione che poi può benissimo conservarle. Lo sappiamo, nessuno legge le tutele legali o i “contratti” prima di aprire un app.

Russa.

Adesso, non vogliamo dire che le app realizzate in altri paesi siano più o meno sicure, ma allo stesso tempo gli scandali di cui sentiamo parlare quotidianamente dovrebbero metterci in guarda dal “regalare” la nostra immagine e i nostri dati a chicchessia.

La gestione della privacy

Non è passato tantissimo tempo dal famosissimo scandalo Cambridge Analytica: le Aziende lucrano, vivono, commerciano dei nostri dati e suoi nostri dati.

Piedi di piombo sempre, insomma.

Finchè sei bianco, tutto bene.

C’è un filtro all’interno della stessa App che promette di renderci “più belli”. E per più belli si intende con una carnagione più liscia, più definita e.. più chiara.

Motivo: realizzando una base “predefinita” comunque dovevano essere inseriti degli standard, se poi ci aggiungiamo il fatto che la carnagione chiara va per la maggiore (o quasi totalità) nelle regioni russe, la risposta è presto data, ma fatto sta che c’è stato un piccolo “scandalo razzista”.

Insomma, nessun “complotto”, ne per quanto riguarda l’intelligenza artificiale che modifica il colore della pelle, ne per la gestione dati.

Quello che consigliamo sempre, è che, prima di caricare foto, dare i nostri dati a qualcuno, regalare generalità insomma, ci pensiamo non una ma 10 volte.

Un po’ come quando c’è stata la 10YearsChallenge e subito si scoprì che Facebook stava realizzando un sistema di riconoscimento facciale. Con tanti ringraziamenti da parte di Zuckerberg e i suoi 6 miliardi di euro guadagnati in un solo giorno.

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